Il Consulente Milleottantuno è il principale organo di stampa dell'ANCL.
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La rivista tratta le tematiche maggiormente rilevanti e attuali in materia di diritto del lavoro e della legislazione sociale, diritto tributario, diritto sindacale e relazioni industriali, gestione delle risorse umane e di ogni altra materia di interesse professionale.
Il Centro Studi Nazionale ANCL predispone i contenuti della rivista, individuando, per ogni numero e in relazione alla singola tematica, esperti dall'elevato profilo professionale, accademico, scientifico e associativo, cui affidare gli articoli.
Per suggerimenti su contenuti e temi da trattare inviare una mail a: ilconsulente1081@anclsu.com.
Approfondimenti consigliati
Il silenzio digitale come diritto: evoluzione normativa della disconnessioneA cura del Centro Studi ANCL Parma
Il Centro Studi ANCL UP Parma, ha dedicato il proprio contributo all’edizione n. 4/2025 della Rivista Il Consulente 1081 a un approfondimento sul diritto alla disconnessione, istituto di matrice europea nato per tutelare i lavoratori dagli effetti dell’iperconnessione digitale, in particolare nel contesto dello smart working post-pandemico. In Italia, il quadro normativo risulta ancora frammentato e demanda in larga misura l’attuazione delle tutele agli accordi individuali e alla contrattazione collettiva, che si rivelano spesso poco incisive. Emerge pertanto l’esigenza di un intervento più organico, volto a bilanciare le esigenze organizzative delle imprese con la tutela del tempo di vita e a promuovere una cultura del lavoro sostenibile e rispettosa della dignità della persona.
Approfondimenti consigliati
Fiducia e collaborazione reciproca alla base del moderno smart workingA cura del Centro Studi ANCL Livorno
Il Centro Studi ANCL UP Livorno, ha dedicato il proprio contributo all’edizione n. 4/2025 della Rivista Il Consulente 1081 a un approfondimento sullo smart working quale modello di trasformazione del lavoro subordinato, orientato ai risultati e fondato su autonomia, fiducia e responsabilità condivisa. Affinché tale modalità risulti effettivamente funzionale, è necessario garantire un adeguato equilibrio tra flessibilità organizzativa, sicurezza informatica, diritto alla disconnessione e una puntuale definizione degli obiettivi mediante accordi individuali. Oltre a determinare effetti positivi in termini di produttività e benessere organizzativo, lo smart working si configura anche come uno strumento di inclusione sociale, idoneo a favorire l’occupazione femminile, contrastare lo spopolamento territoriale e sostenere la modernizzazione del sistema lavorativo italiano.
Approfondimenti consigliati
Le nuove frontiere del lavoro agile, esigenze dei datori di lavoro e normativa legislativa a confrontoA cura del Centro Studi ANCL Ascoli Piceno
Il Centro Studi ANCL UP Ascoli Piceno, ha dedicato il proprio contributo all’edizione n. 4/2025 della Rivista Il Consulente 1081 a un approfondimento sul lavoro agile, divenuto centrale dopo la pandemia, che richiede oggi un aggiornamento normativo capace di bilanciare le esigenze datoriali con la tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare in materia di controllo a distanza e protezione della privacy. Le più recenti pronunce giurisprudenziali e gli interventi normativi stanno favorendo la diffusione dello smart working, riconoscendone il valore anche sotto il profilo dell’inclusione sociale e dello sviluppo territoriale. In tale contesto, il Consulente del Lavoro assume un ruolo strategico nell’accompagnare imprese e lavoratori verso una gestione del lavoro agile sostenibile, innovativa e giuridicamente solida.
Approfondimenti consigliati
Poteri datoriali e tecnologie digitali: confini, tutele e controlli tra art. 4 statuto, controlli difensivi ed orientamento della giurisprudenzaA cura del Centro Studi - CPO UP ANCL Ancona
Il Centro Studi ANCL UP Genova, ha dedicato il proprio contributo all’edizione n. 4/2025 della Rivista Il Consulente 1081 a un approfondimento su l’evoluzione tecnologica, che ha ampliato i poteri datoriali in materia di controllo a distanza, imponendo il rispetto dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori e l’adozione di rigorose garanzie in termini di trasparenza e proporzionalità. La giurisprudenza ha progressivamente distinto tra controlli ordinari sull’esecuzione della prestazione lavorativa e controlli difensivi, finalizzati all’accertamento di specifici illeciti, entrambi assoggettati a precise tutele. In tale contesto, la contrattazione di secondo livello assume un ruolo centrale nel definire regole condivise e nel modulare strumenti e mansioni in funzione delle nuove esigenze legate alla digitalizzazione e allo smart working.
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