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Comunicati stampa

COMUNICATO STAMPADEPOSITO DEI BILANCI, ANCL: «DAI COMMERCIALISTI UNA PRESSIONE ISTITUZIONALMENTE IMPROPRIA»29 Settembre 2026

COMUNICATO STAMPA

di Segreteria Nazionale

Vannicola: «Si chiede al Governo di smentire una norma che ha approvato e motivato. Una mobilitazione di vertice distante dalle priorità quotidiane degli iscritti»

 

ROMA, 29 settembre 2026 – «Chiedere al Governo di eliminare, nel corso dell’iter parlamentare, una disposizione che lo stesso Esecutivo ha valutato, approvato e illustrato nella relazione al Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza rappresenta una pressione istituzionalmente impropria».

 

Lo afferma il presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, Enrico Vannicola, commentando la lettera con la quale il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano de Nuccio, ha chiesto alla Presidente del Consiglio e ad alcuni esponenti del Governo la soppressione della disposizione che consente ai Consulenti del Lavoro di depositare i bilanci presso il Registro delle imprese.

 

«Non siamo di fronte a una norma improvvisata, né all’attribuzione di un privilegio corporativo. Il Governo ha operato una scelta precisa e coerente con gli obiettivi di concorrenza, semplificazione e ampliamento dell’accesso ai servizi professionali perseguiti dal provvedimento. Una scelta che trova fondamento nell’ordinamento vigente e nelle competenze fiscali, contabili, tributarie e societarie che i Consulenti del Lavoro già esercitano nell’interesse delle imprese e dei contribuenti».

 

I Consulenti del Lavoro sono infatti intermediari fiscali abilitati: gestiscono la contabilità aziendale, predispongono documenti contabili e bilanci, trasmettono dichiarazioni e comunicazioni fiscali, appongono il visto di conformità e assistono imprese e contribuenti nei relativi adempimenti. Possono inoltre ricoprire incarichi negli organi di controllo societario e svolgere attività nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza.

 

«Nessuno intende mettere in discussione il ruolo, la preparazione e il contributo dei commercialisti al sistema economico e professionale del Paese. Non è però condivisibile negare competenze che il legislatore ha progressivamente riconosciuto ai Consulenti del Lavoro, con il solo effetto di preservare una riserva di attività. Il deposito del bilancio costituisce l’adempimento conclusivo di un percorso professionale che il Consulente del Lavoro, se incaricato dal cliente, è già in condizione di seguire e gestire, assumendosene integralmente la responsabilità».

 

Secondo Vannicola, l’iniziativa promossa dal vertice della categoria dei commercialisti appare inoltre «poco aderente alle priorità effettive di una parte significativa degli iscritti». Nei commenti diffusi sui principali canali social frequentati dai commercialisti emergono infatti posizioni di scarso interesse per la vicenda, accanto a critiche esplicite sulla scelta di concentrare attenzione e risorse su questo tema anziché sulle difficoltà concrete che quotidianamente interessano studi professionali, imprese e contribuenti.

 

«Non abbiamo alcun interesse ad alimentare contrapposizioni tra professioni che collaborano ogni giorno al fianco delle imprese. Proprio per questo chiediamo che il confronto avvenga su basi corrette, senza rappresentazioni parziali delle competenze dei Consulenti del Lavoro e senza sollecitare il Governo a rinnegare una decisione adottata in modo consapevole. Il Parlamento è la sede naturale e costituzionalmente competente per esaminare il testo e valutare le ragioni delle diverse professioni. In quella sede ciascuno potrà esprimere le proprie posizioni, nel rispetto delle istituzioni, della concorrenza e dell’interesse delle imprese», conclude Vannicola.

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