Non si può oramai più seguire un telegiornale, leggere un quotidiano, ascoltare una radio senza sentire o leggere la parola crisi. La crisi ha portato una recessione molto preoccupante partendo dagli Stati Uniti e espandendosi a livello mondiale colpendo anche e soprattutto l’Europa mettendola di fronte a una situazione difficile da gestire. Le cause della crisi sono molte e complicate da definire in poche righe ma cerchiamo un attimo di fare il punto della situazione a tre anni dal suo inizio.

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La crisi economica ebbe inizio nell’estate del 2007 negli USA e si è poi riversata su tutto il mondo a partire dai primi mesi del 2008. Seguì poi una crisi industriale, dopo il fallimento di Lehman Brothers, una società fondata nel 1850 che si occupava di servizi finanziari a livello globale. Soprattutto il mondo occidentale subì nel 2009 una crisi economica generalizzata e vertiginosi crolli del Pil. Infine, dopo una parziale ripresa economica nel 2010, si è verificata principalmente in Europa un allargamento della crisi ai debiti sovrani e alle finanze politiche di molti paesi, argomento ancora di enorme attualità nell’eurozona.
Ci sono delle analogie tra la crisi del 1929 che si legge nei libri di storia e quella attuale. Il principale motivo di entrambi le crisi erano la cattiva struttura del sistema bancario con eccessi di prestiti a carattere speculativo. La drammatica crisi economica del 1929, il cosiddetto crollo di Wall Street o la grande depressione, sconvolse l’economia a livello mondiale alla fine degli anni venti portando conseguenze politiche dannose. In Germania per esempio, che subì in modo particolare il contraccolpo, la crisi provocò un tragico aumento della disoccupazione che portò nel 1933 la NSDAP, il Partito nazista, al potere.
Senza essere troppo pessimisti, bisogna stare attenti che anche questa crisi non porti conseguenze politiche di cui potremmo poi pentirci amaramente. La storia ci insegna.


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