Carriere creative

22
gen
scritto da Caterina in Formazione nessun commento

 

In un periodo come questo, in cui la crisi economica tocca vari settori e la disoccupazione giovanile aumenta diventando quasi insostenibile, ci si chiede spesso, conclusa la formazione scolastica, quale sia la via migliore da percorrere per il proprio futuro. Indubbiamente i mestieri più richiesti sono quelli con competenze economiche o imprenditoriali. Ma cosa si fa se questo tipo di mestiere non corrisponde minimamente alla propria indole? La scelta post diploma è decisiva per il proprio futuro, ma non per forza si deve mirare ad un mestiere che non corrisponde alle proprie esigenze e volontà. C’è chi dice che oggi il lavoro bisogna in qualche modo inventarselo e una buona dose di creatività in questo processo non guasta di sicuro.

© Monia - Fotolia

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Chi ad esempio ha frequentato il liceo artistico può impegnare il proprio talento creativo in diversi modi e settori. Non esiste solo il mestiere del pittore o dell’illustratore. Oggi un mestiere che viene molto richiesto è il Fashion Designer, di sicuro uno dei lavori più ambiti per chi disegna e cuce con passione. Le strade da intraprendere in questo campo sono tre, si può lavorare in una sartoria creando nuovi modelli, in un atelier di stilisti o come costumista di scena nel campo dello spettacolo. Altri mestieri per chi ha un background artistico possono essere il Designer di vetrine di negozi, allestendo le vetrine in modo da attirare possibili acquirenti, il Designer di cancelleria, abbellendo i biglietti d’auguri venduti nelle cartolerie, l’artista del paesaggio, quindi attinente all’architettura migliorando l’aspetto degli esterni, e poi il curatore di museo, lo scenografo, l’insegnante di arte e addirittura il fiorista, componendo bouquet di fiori e facendo composizioni di colori.

Destinazione Europa

15
dic
scritto da Caterina in Europa, Formazione nessun commento

La formazione lavorativa e universitaria al giorno d’oggi per essere davvero competitiva punta sempre di più alla specializzazione. Richieste sul mercato del lavoro sono non solo quelle figure che abbiano un background ricco e approfondito, ma che sappiano calarsi all’interno di strutture e processi sempre più veloci e mutevoli. Ecco che in questo senso la formazione dei lavoratori di domani parte anche dall’interculturalità, dall’interazione tra forme di sapere e modalità d’ azione diverse. La globalizzazione di cui si parla spesso ha investito anche la formazione, perché sui mercati uniti non si può sperare di andare avanti rimanendo chiusi nel proprio guscio protettivo di esperienze consolidate e d’iter prescritti. Sempre più giovani ricercatori, universitari, lavoratori decidono di arricchirsi con esperienze all’estero che possano ampliare gli orizzonti personali, legati alla crescita e professionali, legati cioè all’apprendimento di nuove metodologie. In questo senso l’Europa offre molte possibilità a chi desidera lavorare o studiare fuori.

© vaso - Fotolia

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Di semplice consultazione e molto esaustivo è il portale Eures, il portale europeo della mobilità professionale, che nasce come cooperazione tra la Commissione europea e i vari servizi pubblici per l’impiego di vari Paesi. Ci si può candidare per un posto di lavoro, richiedere una consulenza o semplicemente informarsi rispetto il mercato del lavoro o le condizioni di vita di una Nazione in particolare.

Per chi volesse studiare per un periodo all’estero, consigliamo i vari programmi Erasmus offerti in pratica da tutte le Università. In collaborazione con la Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) il Ministero degli Affari Esteri organizza i tirocini formativi e di orientamento crui-mae presso le sedi del Ministero all’estero, inclusi gli Istituti italiani di Cultura.

Le occasioni per entrare in una dimensione più ampia del lavoro e della formazione sono molteplici e con le strutture organizzative adatte si riveleranno foriere di nuove opportunità.

Classifica di The

02
dic
scritto da Antonio in Europa, Formazione nessun commento

La prima università del mondo occidentale fu quella di Bologna. La data di fondazione esatta non è conosciuta si parla intorno all’anno 1088. Nel 1215 fu fondata quella di Arezzo, nel 1303 La Sapienza di Roma e nel 1343 l’Università di Pisa. Questo breve excursus per sottolineare come la formazione universitaria sia stata radicata nel nostro territorio e come l’amore per la conoscenza, lo studio e la ricerca impegnata abbiano svolto un ruolo decisivo per la costituzione della stessa. Da allora però molte cose sono cambiate e oltre ai vergognosi scandali che hanno colpito il mondo accademico, anche la qualità della formazione dei nostri atenei sembra essere messa in dubbio.

© Pavel Losevsky - Fotolia

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Stando almeno a quanto riportato da una recente statistica condotta dal settimanale inglese “The”, acronimo che sta per Times higher education che fa parte dell’autorevole  “The Times”. I criteri adottati per le valutazioni dei singoli atenei si sono basati tra gli altri sui fattori legati alla ricerca prodotta nei vari dipartimenti, alla qualità della didattica e alla retribuzione di professori e ricercatori. La classifica stilata a livello mondiale riporta un’immagine davvero preoccupante rispetto la situazione delle università italiane; queste infatti non figurano neanche tra le ottantanove università europee selezionate. Il Vecchio Continente porta alta la bandiera della formazione universitaria grazie ad atenei storici come quelli di Oxford e di Cambridge, ma anche grazie a nomi meno altisonanti, ma dalle ottime credenziali: il Federal Institute of Technology di Zurigo, la francese Scuola del Politecnico, l’università di Gottingen e di Monaco e quella di Barcellona. Il Nord Europa si distingue per l’eccellenza dei suoi poli in Norvegia con l’universitá di Bergen, in Finlandia con quella di Helsinki e la Technical University in Danimarca. Questo tipo di statistiche divergono spesso nei risultati a seconda dell’organismo che le stila, certo è che aldilà dei risultati delle singole ricerche una riforma del nostro sistema universitario è quanto mai auspicabile.

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